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La ripresa degli scavi archeologici nei terreni della Cantina Negrar ha portato alla luce un pavimento risalente al terzo secolo dopo Cristo.

Un mosaico romano emerge tra i filari

di redazione | 28 Maggio 2020

La ripresa degli scavi archeologici nei terreni della Cantina Negrar ha portato alla luce un pavimento risalente al terzo secolo dopo Cristo.

Un grande museo a cielo aperto, con la storia che si lega in modo stringente alla viticoltura. Sembra questo il messaggio lanciato dal pavimento a mosaico ritrovato sotto i vigneti della cantina Negrar. Una scoperta non casuale, visto che fin dai primi anni del secolo scorso la zona era interessata da scavi archeologici che portarono alla luce i resti di una villa romana risalente al terzo secolo dopo Cristo.

Dopo una lunga pausa imposta dalla mancanza di fondi, nell’estate del 2019 i tecnici della Soprintendenza di Verona sono tornati a scavare, sotto la direzione dell’archeologo Gianni De Zuccato. Sforzi ripagati da un ritrovamento eccezionale, ben espresso dal sindaco di Negrar di Valpolicella, Roberto Grison “Crediamo che un sito culturale di tale valore meriti attenzione e debba essere valorizzato. Per questo insieme alla Soprintendenza e ai privati dei fondi agricoli troveremo il modo per rendere godibile questo tesoro“.

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