
L’emergenza Coronavirus costringe a rimandare le celebrazioni previste per il cinquantesimo anniversario dal riconoscimento delle Denominazioni modenesi
Il Lambrusco di Sorbara, il Grasparossa di Castelvetro e il Salamino di Santa Croce dovranno ancora attendere per festeggiare i cinquanta anni dal loro riconoscimento a Denominazione. Ad annunciarlo è il Consorzio del Lambrusco di Modena, che tramite il suo Direttore affronta il più ampio tema della situazione vissuta dal Lambrusco emiliano e delle sue prospettive future.
“In queste settimane – dice Giacomo Savorini - è passato il messaggio che l’agricoltura non si è fermata. Vero. Tuttavia, non bisogna dimenticare che, mentre in campagna si è lavorato, naturalmente anche sulla vite, a livello commerciale è tutto fermo e ci potrebbero essere ripercussioni pesantissime nel nostro settore”. A preoccupare il Direttore anche il sempre più incombente tema delle giacenze e la conseguente ipotesi di distillazione “Sarebbe un vero peccato visto che, a causa della scarsa vendemmia del 2019, abbiamo registrato un -30% di produzione e siamo riusciti a rivendicare tutto il prodotto DOC o IGT, al contrario di quanto avvenuto in altre regioni. In altri termini, la produzione di Lambrusco dello scorso anno ha un buon valore di mercato”.
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